Per mezzo del racconto della moda e dei suoi dettagli, i grandi autori raccontano non solo vicende e personaggi, ma rivelano molto di sé e soprattutto della propria epoca. In particolare, oltre ai libri da leggere, tramite la minuziosa descrizione degli abiti e degli accessori indossati dai protagonisti dei loro racconti, romanzieri e poeti hanno contribuito a rendere vivi e indimenticabili gli eroi e le eroine più amati.
Archive for Varie
Ebook, ottimi risultati
Se solo qualche anno fa mi avessero detto che avrei potuto tenere in tasca milioni di pagine di libri da leggere non ci avrei creduto, eppure oggi è realtà grazie agli ebook reader.
Sono sempre di più quelli che nel 2010 hanno letto un ebook, questo dato dalla comodità di poter acquistare da casa e potersi portare il libro dietro senza problemi.
I libri elettronici finalmente contribuiranno ad abbassare lo sfruttamento alle foreste ormai ridotte sempre peggio a causa della sconsiderata richiesta di carta che poi spesso e volentieri finisce al macero.
Ottimi numeri a Verona
Liinizio di Novembre ha segnato a verona l’apertura della fiera cavalli dove hanno partecipato oltre 650 espositori, più di mille e trecento bambini e centocinquantamila visitatori.
Spettacolari i cavalli in vendita, cosi come spettacolare l’inizio della manifestazione con la fanfara delle forze dell’ordine, voluta fortemente dal presidente della repubblica giorgio napolitano.
Purtroppo la fiera si è conclusa male, con al morte del grandissimo campione del salto ostacoli hickstead.
Display Advertising Is Back: E’ tornata la pubblicità Display Online?
Titolava, un articolo presente in una delle riviste distribuite durante lo Iab Forum di Milano 2011, “Display is back”, raccontando che l’online advertising europeo è cresciuto a doppia cifra, grazie anche all’aumento del consumo di contenuti tv web based e di video.
Durante il 2010 la pubblicitò display è cresciuta del 21,3% ed ha superato anche, in termini di crescita, gli investimenti pubblicitari che sono stati fatti nella search (che durante il 2010 ha segnato un + 15,1%).
Attualmente, stando a quanto ho potuto leggere in quest’articolo, internet e l’online rappresenta il 18% di tutto il comparto pubblicitario europeo (in alcuni mercati l’online occupa ancora di più: in Gran Bretagna siamo intorno al 29% ed in Danimarca intorno al 28%, mentre in Grecia intorno al 5% o 4% in Romania).
I mercati che hano fatto registrare il maggior volume di investimenti in campagne pubblicitarie online sono la Gran Bretagna, la Germania, la Francia, l’Olanda, l’Italia e la Spagna nell’ordine elencato: questi paesi rappresentano in sintesi il 74% del mercato europeo dela pubblicità online.
L’Europa Centrale ed Orientale invece hanno una quota di mercato, sugli investimenti pubblicitari online, ancora molto bassa, che si attesta sotto il 10%.
A quanto pare il comparto vieo è stato l’unico motore che ha permesso alla pubblicità display di tornare a crescere (oggi, su Youtube, ci sono tantissime pubblicità display, dagli annunci di AdSense che spuntano sopra gli articoli ai video che compaiono prima dei video che vogliamo guardare con spot della durata a volte anche superiore ai 30 secondi).
Viene fatto notare anche come i banner classici si sono evoluti ed hanno rinnovato il loro appea grazie ad innovazioni in design, targhettizzazione mirata e caratteristiche che li hanno resi più “user friendly”, più intrattenitivi e più evoluti dei vecchi banner grandi e lampeggianti che davano solamente fastidio agli utenti.
Il display advertising a quanto pare ha fatto registrare tasci di crescita di oltre il 20% in quasi tutti i paesi nei quali opera lo Iab (in Irlanda si è arrivatiad un +31%, in Russia +27%, …).
Altro dato interessante è che la spesa pubblicitaria sui video online è raddoppiata in tutti i mercati, ed in Spagna è andata addirittura a segnare un +125%.
Cosa ne pensi dello stato della pubblicità online? E della pubblicità Display? Se vuoi puoi contribuire lasciando il tuo commento o la tua opinione su Monetizzando.com.
Buon lavoro e buon guadagno online,
Valerio.
Google Engage Promo Autunnale Ottobre 2011?
Proprio ieri Google Engage mi ha contattato per mettermi al corrente di una nuova iniziativa che sta attuando: una promozione autunnale che permette agli iscritti (quindi se non sei iscritto a Google Engage non potrai usufruirne) di avere diversi omaggi per vincere fino a 300 € di pubblicità gratuita e diversi gadget.
I gadget ed i premi in palio messi da Google Engage sono un buono da 100 euro da spendere all’interno del Google Store; da 150 a 300 euro di credito promozionale AdWords; 2 caldissime sciarpe by Google e 2 felpe Google “molto trendy”.
Per partecipare alla promozione di Google engage basta richiedere i coupon AdWords omaggio da 75 euro tramite l’apposita pagina messa a disposizione da Google Engage, usarli per attivare account dei nuovi clienti e partecipare alla promozione che è valida solo per i coupon che verranno attivati fra il 26 ottobre ed il 30 novembre 2011.
Google specifica che “più coupon utilizzi e più regali riceverai”, e che per qualsiasi account che viene attivato con i coupon, questo deve aver raggiunto una spesa di almeno 125 euro prima del 30 novembre escluso il valore del coupon per essere considerato valido per la partecipazione alla promozione.
E’ l’ora di trovare clienti per la tua Web Agency e per Google? Avevi già letto di questa iniziativa?
Cosa è Google engage? Il programma Google Engage offre training e supporto per aiutare i tuoi clienti a migliorare ed espandere il il proprio business tramite Google AdWords ed altri prodotti di Google, ed è indirizzato a Webmasters e sviluppatori; Agenzie Web e di pubblicità online o aziende/individui che aiutano piccole e medie imprese ad avere successo online.
L’iscrizione è gratuita e richiede pochi minuti.
Se vuoi, come sempre, puoi lasciare un commento su Monetizzando.com, il punto di riferimento online per chi vuole lavorare e guadagnare con internet,
Buon lavoro,
Valerio.
Trend Dell’Advertising Online Ottobre 2011?
Verso dove va il mondo della pubblicità online? Stare al passo con i tempi dovrebbe essere uno dei fattori principali di chi lavora online e di chi fa pubblicità online.
Sicuramente, oggi, il video è lo strumento di maggiore impatto in termini pubblicitari, ed è un formato che piace molto anche a chi sta lentamente spostando parte del budget dedicato alla televisione verso il web.
Il comparto dell’advertising e degli investimenti pubblicitari online è in crescita nonostante il periodo di crisi, e la chiave del successo sembra essere proprio la capacità di internet di adattarsi alle esigenze di piccoli e grandi aziende, piccole e grandi attività, e la possibilità di scegliere fra tantissime soluzioni differenti.
Oggi le campagne pubblicitarie sono sempre più evolute e multicanale: il web oggi si distingue in pubblicità display, direct eMail Marketing, video advertising, social media marketing, mobile(questi i canali principali), e sempre più aziende cercano di diversificare la loro campagna pubblicitaria allocando piccoli budget ad ogni canale (da ricordare anche che quando una pubblicità diventa virale si può diffondere in rete “gratuitamente”).
Web, Social Network, Smartphone/Tablet sono gli ambienti che, a detta di molti, sono oggi da presidiare per creare una campagna pubblicitaria efficace ed essere concorrenziali.
A quanto pare il 2012 non sarà solo il famoso “anno del mobile” (di cui si parla già da tempo ma che in realtà è già ovunque, rifletti un attimo su quante persone conosci che hanno uno smartphone e quante di queste usano internet, sono davvero tantissime), ma sarà anche l’anno del video advertising online: da notare anche che una buona campagna pubblicitaria fatta in rete, e magari caricata su un canale di youtube, è capace di generare viralità e passaparola, e quindi di far diffondere gratuitamente il marchio, il prodotto o il servizio.
E pensare che ad oggi le aziende che fanno pubblicità online con campagne video (magari acquistando i “video sponsorizzati di Youtube”), in Italia, sono veramente poche, forse sarebbe il caso di approfittarne proprio in questo periodo?
Tu hai già pensato di realizzare una campagna pubblicitaria online sfruttando anche il canale Video? Quali canali utilizzi? Lascia il tuo commento su Monetizzando.com, il punto di riferimento online per chi vuole lavorare e guadagnare con internet!
Buon lavoro,
Valerio
In Italia sbarca il Games Week: week-end all’insegna dei videogiochi
Dopo aver ospitato Pokemon Camp dal 16 al 18 settembre) e SMAU 2011 dal 19 al 21 ottobre, a Milano, i primi novembre, sbarca Games Week, il primo vero e proprio evento ufficiale dell’industria video ludica italiana. Per la prima volta, infatti, anche i videogiochi sfileranno a Milano, per la precisione al MiCo di Piazzale Carlo Magno (Come arrivarci?), dal 4 al 6 novembre. Il mondo dei videogame detiene un business che in Italia vale un miliardo e 100 milioni di euro e che “anche in quest’anno di crisi dovrebbe mantenersi sugli stessi livelli del 2010“, dichiara Andrea Persegati, capo della Nintendo Italia e presidente dell’Aesvi.
20 tornei e 80 eventi fra sfide, presentazioni e spettacoli oltre che moltissime interessanti anteprime per un week-end all’insegna dei videogiochi. Durante l’evento sarà data a tutti la possibilità di provare in anteprima le console come la Ps Vita della Sony che approderà sul mercato giapponese nella prima metà di dicembre e i videogiochi più attesi in vista del Natale 2011, di incontrare e conoscere i migliori sviluppatori di tutti i tempi per scoprire i segreti che si nascondono dietro la realizzazione di un videogame di successo, di sfidare gli amici e le celebrities che saranno ospiti dell’evento come il ballerino Kledi Kadiu, Vicky Zagarra, Veronica Olivier e Andrea Montovoli, reduci dall’esordio a Ballando con le Stelle, Juliana Moreira e tanti altre stelle dello spettacolo. I big del campo non mancheranno, dai grandi costruttori di console come Sony, Nintendo e Microsoft agli ormai mitici editori quali Electronic Arts, Activision e Ubisoft; tanti altri, ovviamente, gli espositori a vostra disposizione.
Tanto per dare un assaggio del Programma : sabato 5 e domenica 6 avranno luogo le finali delle Olimpiadi di Mario che, dopo aver toccato l’Italia in lungo e in largo, celebreranno proprio a Milano quelli che si sono dimostrati i migliori giocatori di New Super Mario Bros Wii e Mario Kart Wii; venerdi 4 e sabato 5 si terrà, in onore dei 25 anni di The Legend of Zelda, una vera e propria conferenza, intitolata “La storia di Zelda: 25 anni di grandi emozioni”, che si terrà presso la sala conferenze. Per quanto riguarda le anteprime, oltre 30 diversi produttori mostreranno più di 120 videogame tra i quali, gli attesi Call of Duty: MW3 con Special Ops, Prototype 2, Mass Effec 3, Assassin’s Creed: Revelations, Zelda Skyward Sword, Final Fantasy XIII-2 e Max Payne 3. Il biglietto costerà 10 euro per gli adulti, 5 euro per i più piccoli e gli anziani. Le famiglie potranno, inoltre, contare su un’offerta speciale pagando 18 euro tutti inclusi o acquistando l’ingresso online su TicketOne, sito sul quale si avrà uno sconto del 30%.
Google comprerà Yahoo?
Secondo alcune indiscrezioni rivelate dal Wall Street Journal, il motore di ricerca più famoso del mondo, Google, si sarebbe messo in contatto con alcuni finanziatori al fine di lanciare un’offerta per acquistare Yahoo; non è detto che l’operazione vada in porto ovviamente dal momento che i negoziati sono ancora a livello preliminare ma ci sono buone possibilità per pensarlo. In questo modo il gigante di Mountain View si libererebbe una volta e per tutte del suo antico rivale rilanciando il suo primato tra le aziende informatiche.
Già precedentemente, nel 2008, Microsoft aveva messo gli occhi su Yahoo arrivando a lanciare un’offerta da 44,6 miliardi di dollari, così come ci hanno provato in tanti; peccato però che tutte le offerte siano state, fino ad oggi, respinte sul nascere. Dopo l’offerta di Microsoft, infatti, non sono mancati molti altri avvicinamenti successivi, tutti però finiti nel nulla; più volte si è parlato di Aol e di un interesse da parte di molti “big”, da Kkr a Blackstone, da Providence Equity Partners al gruppo fondato dall’ex ad di News Corp, Peter Chermin. Oggi, una probabile offerta potrebbe arrivare anche dal gigante cinese dell’e-commerce Alibaba (che già possiede una quota di Yahoo 40%). Con molta frequenza, quindi, Yahoo! viene tirata in ballo come oggetto di una possibile offerta, nonostante il co-fondatore Jerry Yang, poco più di un mese fa ha avvertito che «il motore di ricerca non è in vendita!».
Allora, dopo aver valutato un pò la situazione, sorge spontanea la domanda: Google comprerà Yahoo? Di certo, qualora volesse sul serio tagliare il traguardo e riuscire nell’impresa, dovrebbe impegnarsi molto anche a competere con tutti gli altri offerenti e, nonostante ciò, i problemi non finirebbero qua’. Il motore di ricerca per eccellenza dovrebbe infatti fare i conti con gli ostacoli dell’antitrust che pochi non sono nè tantomeno aggirabili semplicemente; lo dimostra il fallito tentativo di accordo sulla pubblicità online del 2008 proprio con yahoo!, durato pochi mesi per l’impossibilità di osservare i vincoli imposti a salvaguardia della concorrenza.
Facebook: 22 violazioni individuate nel comportamento del social network
Che sia stato per intuito, per talento o per caso non importa eppure qualcosa è stato ad aver guidato Max Schrems, un giovane studente di legge irlandese, ad aprire il fuoco sul social network di Zuckerberg convincendo l’Irish Data Protection Commissioner (equivalente irlandese del nostro Garante per la Protezione dei Dati Personali) ad aprire un’indagine su Facebook per scoprire se il social network violi o meno la privacy degli utenti europei.
Tutto ha avuto inizio quando, casualmente, Schrems entra in contatto con un ragazzo che lavora nella compagnia di Palo Alto e dal quale scopre che tutti gli utenti di Facebook che non sono residenti negli Usa o in Canada (circa il 70% del totale) fanno riferimento alla sede irlandese del colosso. Da attento studente di legge, si rende conto che, a questo punto, Facebook deve far riferimento alle leggi irlandesi in materia di privacy, ben più rigide e precise di quelle americane. Secondo le direttive europee accolte in Irlanda dal Data Protection Act del 2003, ogni utente ha diritto a richiedere tutte le informazioni personali su di sé conservate dai servizi web (client di posta e social network compresi). Per mettere alla prova il gigante blu, Schrems, affiancato da altri due compagni insieme ai quali ha avviato il progetto “Europe versus Facebook”, decide di richiedere dal forum ufficiale di Facebook il file personale contenente tutti i dati conservati sui server del social network. Alla richiesta, l’azienda di Palo Alto risponde con file PDF di 780, 1142 e 1222 pagine contenenti….di tutto e di più: “fra le informazioni riportate – racconta Schrems- c’erano un sacco di dati che io avevo eliminato: messaggi, note, amici bannati, poke, i miei nickname precedenti, gli indirizzi mail che usavo all’inizio, tag e foto cancellate“. Ecco la prima delle 22 violazioni individuate nel comportamento del social network; secondo il Data Protection Act, infatti, ogni informazione che l’utente elimina deve essere cancellata anche dal server e invece, con grande sorpresa, Facebook non getta via niente e tutti i dati degli utenti del social network, compresi quelli personali, restano nelle mani dei gestori. E la privacy dov’è finita?
Nella classifica delle violazioni, al secondo posto vi è sicuramente la politica dell’ opt-out utilizzata dal social network, vale a dire che tutte le opzioni vengono attivate di default mediante le scelte di condivisione più ampie (pubbliche) e l’utente deve disattivarle una alla volta se vuole mantenere private le proprie informazioni. In tutto ciò, tanto per aggiungere un piccolo particolare, la legge europea invece prevederebbe il meccanismo opposto, ovvero l’opt-in. “Io voglio rendere Facebook migliore. Mi piacciono i social network, li uso, ma non voglio che solo perché sono giganti possano fare un uso improprio dei nostri dati personali” conclude Max Schrems, sempre più deciso a portare avanti le sue idee e il suo progetto.
I 7 Sbagli Più Comuni Fatti Dagli Affiliate Marketer

Che cosa faresti se avessi la possibilità di iniziare la tua carriera di Affiliate Marketer da capo? Ti comporteresti alla stessa maniera? O cambieresti qualcosa? Queste sono le domande che mi faccio quando penso a quando ho iniziato a studiare e fare pratica in questo settore che sembra semplice, ma è molto più complesso di quanto si pensi.
Se sei nell’Affiliate Marketing da un pò di tempo, guardandoti indietro, probabilmente puoi rivedere tutti gli sbagli fatti, mentre cercavi di guadagnare, una somma che ti permettesse di farlo full time.
Qui sotto, elenco quelli che secondo me, sono gli sbagli più frequenti, commessi da questa categoria.
1. Rimanere A CasaLa professione di Affiliate Marketer per chi la conosce, fa subito pensare ad un lavoro che può essere svolto comodamente da casa, in realtà è così, ma non è tutto rose e fiori, lavorare da casa è un grande lusso, ma restare troppo tempo a casa può avere devastanti effetti sulla tua produttività e vita sociale, quindi quando ne hai la possibilità, esci con un amico o semplicemente, vai a farti una passeggiata.
Inizia a conoscere persone online con i tuoi stessi interessi o professione su Twitter e Facebook. Osserva le persone di maggior successo e inizia a chattare con loro, tieniti aggiornato riguardo eventi offline presenti in Italia, per poi incontrare e scambiare due parole dal vivo.
Ricorda, per avere successo in questo campo, devi circondarti delle persone giuste.
2. Pensarlo Come “Soldi Extra”Se per te L’Affiliate Marketing è solo un metodo per fare “soldi extra” mese per mese, lascia perdere, non andrai molto lontano, mai pensare così, specialmente se non è il tuo lavoro primario, prendilo più come un lavoro part-time, non puoi pensare di rendere una vera e propria professione, un modo per arrotondare lo stipendio.
L’Affiliate Marketing richiede molto lavoro gironaliero, attenzione alle news, nuove tendenze. Cerca di studiare, ma soprattutto mettere in pratica quello che leggi per molte ore a giorno, la strada è lunga e tortuosa, ma se ti comporti con disciplina, riuscirai a farne un vero e proprio lavoro.
3. Non IlludertiNon organizzare una campagna a caso su Adwords o altri servizi PPC, senza aver fatto accurate analisi sulla nicchia, e sul range di persone interessate, questo ti farà solo spendere soldi inutili, purtroppo sarà inevitabile sbagliare qualche campagna, ma molto spesso, dai fallimenti, si tirano fuori molte vittorie.
Non abbatterti mai se sbagli una campagna, sarà soltanto una lezione in più che aiuterà a perfezionarti in questo lavoro.
4. Fare Tutto Da SoloDelegare compiti più facili, e che richiedono molta fatica è tempo, è davvero importante. Spesso con questi lavori online, ci troviamo con un’infinità di cose da fare, da scrivere e da registrare, a volte possiamo venire sopraffatti, da tutto quello che c’è da fare, è cadere in uno stato di apatia.
Per evitare questo, consiglio di affidare i compiti più noiosi e perditempo, a freelancer specializzati, su siti esteri, si posso trovare professionisti che offrono prezzi molto competitivi.
5. Non AngosciartiMolte persone hanno paura di perdere soldi, facendo queste attività, è estremamente naturale, specialmente in questo periodo, non proprio felice per il commercio, ma non lasciare assolutamente che la paura prevalga e fermi la tua voglia di apprendere. Per ovviare a questa paura, metti un po di soldi da parte ogni giorno, e a fine settimana, li utilizzerai per fare le tue prove con campagne etc. Non aspettarti di fare soldi dal nulla, perchè non accadrà.
Un’altra paura che può bloccarti è la paura di sbagliare, ma ho una buona notizia per te, tutti gli affiliati falliscono, è raro che al primo colpo si crei una campagna di successo, quindi non demoralizzarti.
6. Non Automatizzare TroppoOggi siamo circondati da tools che promettono di fare il lavoro al posto nostro, purtroppo questi strumenti, sono adatti a marketer più avanzati, e non devono essere assolutamente utilizzati per sopperire ad una mancanza tecnica o capacità, queste ultime devono essere colmate con studio e pratica NON da un programma.
Adesso uso molti tools per le mie campagne, ma di sicuro, utilizzarli quando ci si sta formando professionalmente, non è una buona idea.
7. Non Leggere TroppoSu Internet siamo bombardati di informazioni, se ne trova talmente tanta, che non riusciamo a capire quando smettere di leggere e incominciare a mettere in pratica le nozioni apprese, purtroppo mettere in pratica ciò che si è letto non è sempre facile, ma se vuoi fare di questo lavoro, una professione, devi sforzarti un po.
Comincia dal leggere un capitolo, e metterlo in pratica, e così via, questo vale logicamente, anche per le altre cose.
E Tu? Quali credi che siano gli errori più frequenti? Li hai mai commessi?